El Niño nei prossimi mesi: cosa aspettarsi da un fenomeno eccezionale in un pianeta già molto caldo
El Niño è un fenomeno climatico naturale caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale. Il fenomeno modifica la circolazione atmosferica su scala planetaria e può alterare i regimi delle precipitazioni e delle temperature a migliaia di chilometri di distanza dalla sua area d’origine. I suoi effetti variano sensibilmente da una regione all’altra e dipendono anche dall’intensità dell’evento e dall’interazione con altri fattori climatici.
Secondo la World Meteorological Organization (WMO), l’evento in corso è destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi, raggiungendo il picco verso la fine del 2026 e producendo effetti che potranno protrarsi anche nel 2027.
«El Niño 2026/2027 sarà un episodio eccezionale che potrà fornire l’energia necessaria allo sviluppo di eventi meteorologici estremi in varie parti del globo», ha dichiarato la Segretaria generale della WMO Celeste Saulo, sottolineando come l’evento potrebbe risultare più intenso di qualsiasi altro osservato nei circa quarant’anni di monitoraggio sistematico.
L’allarme arriva in un contesto climatico già eccezionalmente caldo con la rilevazione del Copernicus Climate Change Service (C3S) dell’estate boreale 2026 come la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, superando il precedente record del 2003. Il caldo eccezionale ha caratterizzato in particolare i mesi di giugno e luglio, dove anche vaste aree dell’Italia centro-settentrionale hanno registrato temperature eccezionalmente elevate.
Gli effetti di El Niño sull’Europa sono generalmente più complessi e meno diretti rispetto a quelli osservati in altre regioni del mondo e proprio per questo non è corretto attribuirgli automaticamente ogni anomalia meteorologica che interesserà l’Italia nei prossimi mesi.
È però possibile che l’evento interagisca con condizioni già predisposte a temperature elevate e con l’elevato contenuto di calore degli oceani. Il punto fondamentale è distinguere tra influenza climatica di El Niño e singoli eventi meteorologici: il fenomeno non consente di prevedere oggi quale sarà il tempo in una specifica località tra diversi mesi.
La WMO sottolinea come gli effetti di El Niño possano estendersi ben oltre il Pacifico, interessando agricoltura, energia, risorse idriche, commercio e mezzi di sussistenza. El Niño è infatti un fenomeno globale che si ripete ciclicamente negli anni e che non può essere evitato, ma possiamo prepararci ad affrontarlo.
La strategia è quella di agire attraverso sistemi di previsione, piani di emergenza e una collaborazione strutturata tra le diverse autorità. Le allerte tempestive consentono di anticipare gli impatti di caldo, siccità, precipitazioni estreme e altri pericoli legati a El Niño, riducendo il rischio che un evento meteorologico si trasformi in crisi.
I possibili eventi estremi che si potrebbero registrare nei prossimi mesi non è detto che siano causati da El Niño ma l’intensificazione del fenomeno aggiunge un ulteriore elemento di rischio a un sistema climatico già sottoposto a condizioni di calore eccezionali.
La priorità diventa, quindi, quella di prevedere, preparare e agire prima che il pericolo raggiunga il suo massimo. Perché se gli effetti di El Niño non possono essere fermati una volta innescati, gli impatti che esso produce possono essere significativamente ridotti attraverso preparazione, coordinamento e sistemi di allerta precoce.
A cura di Federico Vermi – Meteorologo ItaliaMeteo